.arte.omertosa.

Qualcosa di latente è finalmente giunto allo scoperto. Si è mostrato agli occhi di chi ha voluto cercare nelle profondità di una miniera per rintracciare una venatura stanando così silenziosi materiali emozionali ed artistici. Forme artistiche caratterizzate da una vena creativa essenziale in quanto espressione di ciò che vi è di più intimo nell'uomo: le emozioni implose. Stati d'animo eccezionali, esperienziali, marcati da una grande intensità. E' per quella stessa intensità che vissuti di un certo tipo cadono nel rimosso, nella censura, nel non detto alla ricerca di un silenzioso rifugio, omertoso. Si è visto, si è patito, si è vissuto con sofferenza e si è rimasti vittima di un sovraccarico emozionale che sulle prime non trova sfogo, senso, compimento. I contenuti dell’implosione si sedimentano tra più sottili interstizi dell’io, dove la tensione del vissuto viene lentamente acquietata con abnegazione e taciturna sofferenza. L'atto creativo permette il delicato salto al fuori da sé. Quello che ne scaturisce è una reificazione artistica di una passione, di un sentire forte rielaborato e caricato dall'omertoso silenzio. L'Atto diventa Opera che diventa (d')Arte perchè è il frutto di un doloroso percorso consapevole di rimozione e di riduzione di intensità per non venirne schiacciati e annientati. Arte omertosa è un'arte riflettuta, frutto di una esperienza radicata nelle più intime corde dell'autore, effetto di un movimento cognitivo sinuoso scandito da picchi ben distinti. Emozione sedata e placata per spirito di autoconservazione e schermo protettivo per la sopravvivenza interiore. Ne deriva un’implosione di sentimenti e significati che grazie alla creatività agguanta l’energia latente per deflagrare in un grido liberatorio che ha in sé una consapevolezza e una autodeterminazione fiera e propositiva. Arte omertosa è quell'arte che si manifesta dopo un necessario e inevitabile silenzio. Non si tratta di isolamento ascetico, meditativo ed estetico che esalta la grandezza del genio, lo vediamo di più come un’esigenza voluta o imposta verso una collettività che percepisce come scomodi e indagabili vissuti esperienziali forti. Un' arte del non detto e del non dicibile ma che con l'esternazione artistica è portatrice di sollievo e ordine per le esperienze. Dal caotico rumore cognitivo, al silenzio dell'indicibile che si conclude con il faticoso cammino della creazione artistica che ci mette a parte di un vissuto intenso sottoponendoci, abilmente, segni essenziali ma sorprendentemente unici ed irripetibili.